Rococò: caratteristiche, architettura, periodo e maggiori esponenti
Scoprire il mondo attraverso i movimenti artistici del passato è davvero molto interessante: oggi desideriamo parlare di uno che ha contraddistinto il ‘700. Si tratta dello stile Rococò, genere che giunge subito dopo il Barocco: scopriamo insieme tutte le caratteristiche di questo periodo artistico di origine francese e i maggiori esponenti che si sono distinti con le loro opere.

Le caratteristiche del Rococò
Durante la prima metà del Settecento si è sviluppato uno stile sfarzoso in cui ogni dettaglio era rappresentato in colori tenui e oro: stiamo parlando del Rococò, periodo che è possibile collocare tra l’anno di morte del re Sole (1715) e la fine della Rivoluzione Francese (1789). Le caratteristiche principali dell’arte Rococò sono l’eleganza, ma allo stesso tempo sfarzosità.
Ogni elemento artistico è contraddistinto da forme particolari, con riccioli e richiami al mondo arabo floreale. Queste caratteristiche le possiamo trovare in ogni elemento: dai piccoli oggetti realizzati in ceramica sino alle grandiose decorazioni degli interni e dell’arredamento. Ciò che differenzia il Rococò dal periodo Barocco è il superamento del plasticismo architettonico che era predominante nel Barocco.
Così, con l’arrivo del periodo del Rococò si ottiene uno stile più armonioso, leggero, ma decorativo e allo stesso tempo luminoso. La fine del Rococò è da collocarsi nel 1764, anno in cui vi fu la morte dell’amante di re Luigi XV, Madame de Pompadour.
L’architettura di questo periodo
La prima volta che lo stile Rococò compare in architettura è all’interno delle sale della reggia di Versailles: infatti, questo edificio spiccò proprio per la presenza di molti elementi architettonici di questo genere. Anche l’attuale sede della Banca di Francia, la Galerie Dorée dell’Hotel de Toulouse di Parigi, è uno splendido esempio di questo stile artistico francese. Per l’interno di questi ambienti sono stati scelti colori chiari, tendenti al pastello, ma anche forme complesse e non simmetriche. L’applicazione del colore oro in determinati punti permette di ottenere delle decorazioni che illuminano completamente lo spazio interno.
Oltre alla Francia, lo stile Rococò si è diffuso in altri paesi europei: per esempio, non possiamo fare a meno di menzionare il castello Solitude di Stoccarda, ma anche la basilica di Superga a Torino (architetto Juvarra). Questa costruzione, realizzata per i Savoia fra il 1729 e il 1733, divenne poi patrimonio dell’umanità dell’UNESCO nel 1997. C’è da aggiungere poi che nel nostro paese questo stile si diffuse particolarmente nelle aree del nord Italia, specie nell’arredamento e negli oggetti. L’unica eccezione sul territorio italiano era a Jesi: infatti, questa località che risentì dell’influsso austriaco per via delle famiglie dei marchesi Pianetti al servizio degli Asburgo.

I maggiori esponenti del Rococò
Tra gli esponenti dello stile Rococò in Italia non possiamo evitare di menzionare Filippo Juvarra; questo si impose come architetto di Casa Savoia, lavorando di frequente a Torino. Questo architetto diede vita a opere come la Palazzina di caccia a Stupinigi, la reggia di Venaria Reale, Palazzo Madama a Torino. Anche l’architetto Luigi Vanvitelli fu un altro dei maggiori interpreti di questa corrente artistica nel nostro paese: l’uomo si distinse per diversi lavori per i Borbone di Napoli.
Naturalmente, vi sono anche molti pittori che si contraddistinguono in tutta Europa per le loro opere dallo stile Rococò. Per esempio, gli artisti francesi più noti per questo genere furono Jean-Honoré Fragonard, Jean-Antoine Watteau e François Boucher. In Italia, invece, possiamo citare Giuseppe Maria Crespi, Giacomo Ceruti e Gaspare Traversi. Generalmente le opere di questi artisti ritraggono momenti di quotidianità, con toni drammatici, ma anche vedute di città e paesaggi. Non mancano poi i ritratti come quelli realizzati dagli artisti inglesi William Hogart e Thomas Gainsborough. Tra gli artisti italiani specializzati nei ritratti non possiamo dimenticare Rosalba Carriera e Vittore Ghislandi.
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